19 feb. – Sfiduciato dal suo partito, costretto alle dimissioni, l’ex sindaco Pd di Zola Predosa Giancarlo Borsari si ricandida. Ad appoggiarlo una coalizione che riunisce Verdi, Rifondazione comunista, Sinistra democratica e due liste civiche, di cui una cattolica e l’altra, l’Enigma Borsari, nata a sostegno del sindaco dopo i continui attacchi venuti dal suo stesso partito. «Siamo nostalgici di Romano Prodi e dell’idea dell’Unione», dice l’ex sindaco; anche se dell’Unione, nella coalizione che lo appoggerà, manca l’anima degli allora Ds, perché il Pd a Zola presenterà un suo candidato. Dopo che i 13 consiglieri comunali e 3 assessori in quota Partito democratico si sono dimessi, lo scorso 12 febbraio, il Consiglio comunale di Zola è stato sciolto e il Comune commissariato.
«Il commissariamento a 3 mesi dalle elezioni denuncia una concezione proprietaria del Partito», attacca Borsari, che dice di essere stato sfiduciato per «la scarsa attenzione data alle direttive del partito». All’origine della crisi zolese, che va avanti da maggio dello scorso anno, la decisione del sindaco di mettere in discussione le scelte urbanistiche approvate dalla precedente amministrazione dell’allora sindaco Giacomo Venturi, oggi vicepresidente della Provincia. Una «cementificazione selvaggia» secondo il sindaco dimissionario, approvata sulla carta anni prima, ma che nei fatti è iniziata sotto la sua amministrazione. Progetti, come quello della “variante Belvedere“, a cui i cittadini si sono opposti, e su cui Borsari è riuscito a trovare una mediazione grazie a un confronto partecipato. La mediazione – una riduzione delle volumetrie dell’area – non è piaciuta al Pd. «Avevano accordi con chi doveva costruire», ipotizza qualche cittadino.
Dopo gli attacchi del suo partito Borsari ha bloccato i lavori della variante, ma oggi denuncia: «Con il commissariamento tutto si ferma, e con la crisi in atto c’è il rischio che quando si insedierà la nuova giunta le imprese non abbiano più i soldi per far partire i lavori». A fermarsi non saranno solo i lavori della variante: lo scioglimento del Consiglio impedisce l’approvazione della delibera sull’area C4, circa 700 appartamenti per 150 mila metri cubi complessivi, voluti sempre dal piano edilizio targato Venturi. Non ci sarà quindi in quell’area un asilo e non sarà possibile approvare il piano di edilizia convenzionata per l’affitto a prezzi accessibili di parte degli appartamenti. «D’altra parte nel piano di Venturi non era previsto nulla per l’edilizia residenziale pubblica», sottolinea l’ex assessore del Prc.
Pictures by Camilla Endrici

