24 giu. – Negli ultimi sei anni l’edilizia in Emilia-Romagna ha perso il 30% degli investimenti, con un calo di oltre 46 mila posti di lavoro, e gli 11 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate per il 2012 non fanno prevedere niente di buono dal punto di vista occupazionale. Sono i dati raccolti dal rapporto congiunturale sull’industria delle costruzioni presentato oggi dall’Ance regionale, che fotografano una situazione per alcuni aspetti peggiore di quella nazionale, nel periodo dal quarto trimestre 2008 al primo del 2013.
Il 2012 è stato “un anno devastante”, ha detto il presidente di Ance Emilia-Romagna Gabriele Buia, riferendosi alla contrazione di attività del 6,5% rispetto all’anno precedente, “il peggiore dopo il terribile 2009”. Le stime per l’anno in corso sono di un calo ulteriore del 3,6% di investimenti, con una diminuzione complessivo di 5,2 miliardi in sei anni.
Il calo più drastico si è registrato nel settore delle nuove costruzioni residenziali (-56,3%). Le opere pubbliche segnano un -38,2%. Positivo solo il comparto delle manutenzioni straordinarie e del recupero (+11,6%). Proprio sulle riqualificazioni del patrimonio esistente puntano i costruttori per bloccare la “crisi quasi irreversibile”. Chiedono al governo di sbloccare i pagamenti alle imprese e alle banche di costruire un nuovo rapporto col settore edilizio, un tempo “scontato e troppo allegro”, ha detto il presidente regionale Ance
La Regione ha aperto un tavolo di confronto sull’ediliza, spiega l’assessore alle Attività produttive
La crisi ha colpito in Regione particolarmente le costruzioni e in maniera pesante anche le imprese giovanili, ha sottolineato Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, che vede nel project financing la possibilità di “un contributo importante per uscire dalla crisi del settore” .
Dal 2007 al 2012 si sono dimezzate anche le compravendite di case (-54%), che hanno raggiunto il livello più basso negli ultimi 18 anni. L’Ance segnala che nello stesso periodo i mutui concessi alle imprese sono diminuiti del 55% per costruire abitazioni e del 68% per investimenti non residenziali; quelli alle famiglie per comprare casa sono calati del 62%.

