Bologna, 11 lug. – Non affonda più, ma è ancora sott’acqua e non si sa esattamente quando tornerà a galla. Anche se a guardare i dati il 2015 potrebbe essere l’anno della svolta. E’ questa, quella dell’apnea, l’immagine usata dall’osservatorio economico Prometeia per descrivere la situazione economica italiana. Il rapporto di previsione 2014-2017 di Prometeia presentato a Bologna parte dai dati del 2014, con un Pil italiano che negli ultimi tre trimestri è oscillato attorno allo zero, consumi delle famiglie in leggera ripresa e un export che tira l’economia compensando i settori ancora in recessione. Poi c’è il peso della disoccupazione, che è arrivata al livello record di 3 milioni e 220mila persone senza lavoro.
Quali sono le previsioni di Prometeia? Il Pil nel 2014 dovrebbe crescere dello 0,3%, nel 2015 invece la crescita sarà più robusta, e si attesterebbe all’1,2%. Per il 2016 e 2017, racconta Prometeia, il prodotto interno lordo salirà invece rispettivamente dell’1,4% e del 1,1%. Sempre nel 2015 dovrebbe poi fermarsi la costante perdita di posti di lavoro. La ripresa dal punto di vista del numero di occupati arriverà nel 2016 (+0.9%) e resterà costante anche l’anno successivo (+1%).
I dati sulla crescita sono però da prendere con cautela, visto che solo tre mesi fa, ad aprile, le previsioni per il 2014 dicevano +0,7% nel 2014 e +1,5% nel 2015. Un ridimensionamento delle aspettative da addebitare all’Euro, troppo forte rispetto alle altre valute, e alla scarsa dinamicità del ciclo economico internazionale. Lo stesso -0,1% del Pil nel primo trimestre del 2014 Prometeia lo definisce “inaspettato”, e dovuto “al rimbalzo negativo degli investimenti in mezzi di trasporto, in parte sostenuti nel 2013 da alcuni incentivi fiscali, un più intenso indebolimento degli investimenti in costruzioni e un ulteriore aggiustamento delle scorte”, che per la nona volta dal 2011 scendono senza sosta. Un segnale negativo, perché significa che le aziende non credono nella ripresa, ma anche un segnale positivo, perché le scorte, ormai ridotte ai minimi, dovranno necessariamente essere ricostruite.
Secondo Prometeia le esportazioni torneranno a crescere a registrare un aumento medio annuo positivo del 2,6%, dopo la sostanziale stagnazione del 2013. “Una ripresa che si è timidamente avviata – sintetizza l’osservatorio – ma che ha bisogno di sostegno per consolidarsi. Un sostegno che deve mirare a promuovere le sole componenti della domanda sulle quali possiamo fare leva e che identificano un modello di sviluppo totalmente differente da quello, per molti versi insoddisfacene, che ha caratterizzato gli anni pre-crisi: meno investimenti in costruzioni e consumi pubblici, più sostegno ai consumi delle famiglie, agli investimenti in beni strumentali (e a elevato contenuto tecnologico), alle esportazioni”.


