Economia della conoscenza


21 feb. – Il capitalismo ha i secoli contati, dicevano fino a qualche mese fa coloro che avevano una fede abbastanza incrollabile nel mercato. Poi a crollare sono stati proprio i mercati. La portata della crisi sitemica che stiamo vivendo in questi giorni rimane ancora misteriosa, né si intravede la fine del downturn globale. Una cosa però è condivisa da gran parte degli opinionisti ed analisti economici: il capitalismo avanzato e finanziarizzato che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni, molto difficilmente sopravviverà a questi mesi, e se lo farà, ne uscirà estremamente ridemensionato. Un esempio per tutti: il sistema bancario internazionale ha creato monster bank too big to fail, but also to big to save, troppo grandi per fallire, ma anche troppo grandi per essere salvate. Da questa crisi emergerà forse un nuovo paradigma per le relazioni economiche e sociali: l’economia della conoscenza, dove gli scambi non saranno solo monetari, ma anche valoriali e di idee. Ad Enrico Grazzini abbiamo chiesto cosa sia e come possa essere definita l’economia della conoscenza grazzini01

E’ possibile immaginare una wikinomics, una economia cooperativa diffusa basata sullo scambio delle conoscenze? grazzini02

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