Bologna, 31 dic. – Adottare un bambino fuori dall’Italia costa complessivamente tra i 15 e i 20mila euro. Un’impresa impossibile per le famiglie che hanno un reddito basso. Ne abbiamo parlato con Cristina Nespoli, presidente di Enzo B, una delle associazione che si occupano di adozioni internazionali e che stanno assistendo le 24 coppie di italiani bloccate in Congo da fine ottobre e ancora in attesa di tornare in Italia con il loro figlio adottivo.
Dove vanno a finire qui 15-20mila euro? In burocrazia, spiega Nespoli, nei costi delle associazioni che si occupano di regolare il processo adottivo che, altrimenti, si trasformerebbe in un far west, e nelle spese per mantenere il bambino nel periodo che intercorre tra la sua assegnazione alla nuova famiglia e la sua entrata effettiva in Italia. Un’attesa che spesso si prolunga per mesi. Si parla dunque di spese sanitarie, vitto e alloggio per il bimbo. “Se si deve partorire l’ospedale ha un costo, ma giustamente le famiglie non devono pagare nulla – spiega Nespoli – Stessa cosa quando si parla di adozioni in Italia, il processo ha un costo ma non un euro è chiesto alle coppie che vogliono adottare. Allora ci chiediamo: perché se si adotta all’estero bisogna sostenere spese così alte?”.
Per tentare di risolvere la questione degli alti costi delle adozioni internazionale è stata lanciata Adozione Bene Comune, “campagna di sensibilizzazione e di raccolta firme che chiede la gratuità dell’adozione Internazionale, come primo passo per considerare realmente l’adozione internazionale un bene comune non un fatto privato, un modo per creare famiglie, per creare integrazione tra culture”. Nel frattempo, però, non è stato rifinanziato un fondo che copriva parte delle spese delle coppie adottive.
In Italia l’ente che vigila sulla correttezza delle adozioni internazionali è la Cai, la Commissione per le adozioni internazionali, che “garantisce che le adozioni di bambini stranieri avvengano nel rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale”. Sul sito della Cai c’è una sezione dedicata ai costi delle adozioni internazionali.

