Bologna, 20 mag. – Nessuno credeva a un risultato positivo del Bologna, e infatti anche contro l’Udinese è arrivata l’ennesima sconfitta per i rossoblù, costruita dai friulani con un primo tempo gagliardo e certificata dal gol di Fofana alla mezz’ora dopo l’ennesimo svarione della difesa felsinea. Ma l’Udinese, che aveva bisogno di punti per salvarsi matematicamente, aveva già colto una traversa con Larsen e sfiorerà più volte il raddoppio nella ripresa, con l’ottimo Lasagna e il gran palo di De Paul in contropiede.
Il Bologna? Non pervenuto. Il 3 – 4 – 3 presentato da Donadoni con Orsolini, Avenatti e Verdi davanti non produce neanche un tiro in porta nel primo tempo e non molto di più nella ripresa: un paio di tiri di Falletti subentrato ad Avenatti. Encefalogramma piatto.
E così va in archivio anche l’ultima di campionato, coi tifosi che respirano di sollievo perchè almeno è finita anche questa agonia, l’ennesimo finale di campionato disastroso: 1 punto nelle ultime cinque gare, la miseria di 15 punti in tutto il girone di ritorno, una media retrocessione che non si è concretizzata in virtù del fieno messo in cascina nel girone d’andata.
I numeri comunque sono impietosi: 39 punti (due in meno dell’anno scorso e tre in meno dell’anno del ritorno in A), 15 posto finale, ma soprattutto un altro record battuto, in negativo: 21 sconfitte in campionato.
Mai il Bologna nella sua più che centenaria storia aveva perso tanto.
E ora, a bocce ferme, si dovranno fare i conti. La crescita graduale non c’è, anzi, si può parlare di “descrescita infelice”, la squadra non ha un gioco e nemmeno troppa spina dorsale: per ben 23 volte quest’anno il Bologna è stato rimontato partendo da una situazione di vantaggio. A Casteldebole le azioni di Donadoni sono in forte ribasso: pur avendo il contratto fino al 2019 difficilmente la dirigenza vorrà affrontare il prossimo campionato con un allenatore abbondantemente delegittimato dai risultati e ormai inviso a gran parte della piazza.
Ma Donadoni è solo una parte del problema: fino a poco tempo fa, infatti, la sua presenza ha fatto un gran comodo alla dirigenza. Donadoni è l’ombrello che copriva tutto, anche gli ultimi mercati fatti con quattro soldi acquistando tanti giocatori mediocri spacciati per giovani promesse.
Dunque è tempo che tutti si prendano le loro responsabiltà. A cominciare da Saputo, che oltre a decidere il destino dell’allenatore deve chiarire, in primo luogo a se stesso, cosa se ne fa di una squadretta che abbatte record su record in negativo e spegne l’entusiasmo dei tifosi.
E poi vanno chiamati i causa i dirigenti: Fenucci, Bigon e Di Vaio non possono addossare al solo Donadoni il fallimento sostanziale del progetto tecnico: ammesso che il vignaiolo sia scarso, bisogna anche dire che la vigna che deve gestire non è certo un gran ché, e non è quindi colpa solo sua se il vino non vien buono.
Udinese-Bologna 1-0
Udinese (4-4-1-1): Bizzarri; Larsen, Danilo, Nuytinck, Samir; Barak, Fofana, Halfredsson (43°st Pezzella), Jankto; De Paul; Lasagna (25°st Perica). Allenatore: Tudor
Bologna (3-5-2): Da Costa; Torosidis, Romagnoli, De Maio; Orsolini (40°pt Krejci), Poli (40°st Di Francesco), Crisetig, Dzemaili, Masina; Verdi, Avenatti (16°st Faletti). Allenatore: Donadoni
Arbitro: Gavillucci
Tabellino dei gol: 30’pt Fofana

