E se, per esempio..

E via. Neanche il tempo di smaltire ferragosto che riprende con vigore il gran gioco del totosindaco, con tanto di girone eliminatorio delle primarie Pd.  Un gioco anche per Repubblica che posta subito sul suo sito foto e nomi da votare; alcuni sono già candidati in pectore, altri furono protagonisti in passato. Tra le cosiddette “novità” c’è una dirigente Pd, sconosciuta ai più, tal Irene Priolo, Sindaca di Castelmaggiore. Avrà numeri e santi in paradiso.

Neanche il tempo di scaldare i motori e l’elenco è vecchio: pare si aggiunga Luigi Mariucci, ex assessore regionale. Tra i punti dIrimenti del suo programma c’è l’annosa questione della pedonalizzazione del centro storico e quello, ben più politico, di “far coincidere la città fisica con la città reale”, ovvero una delle cose che sostenevo nelle ultime note ferragostane.

Questo turbinio di nomi mi fa venire strani pensieri. Il mio scampolo generazionale apparteneva a quella storia in cui si anteponeva la sigla (“il Partito”, “il Movimento”, “il Gruppo ) al nome proprio. Ne veniva fuori un eccesso di spersonalizzazione,  che aveva però (almeno) il vantaggio di coniugare l’appartenenza politica alle idee del partito, del movimento o gruppo che fosse. Insomma si sapeva come la pensavi, o almeno si supponeva che..

Oggi l’attuale iperpersonalizzazione della politica, coniugata allo scolorimento delle sigle, ormai diventate contenitori multiuso e multidea, in cui può convivere tutto e il contrario di tutto, crea situazioni paradossali.
Per esempio: per i nostri neo candidati il fu Francesco Cossiga è stato un “eminente statista”, come quasi tutti i leader e le seconde linee della politica bipartisan si sono affrettati a dire, oppure, per dirla alla Gaber, resta ancora la faccia che era..?
La strage di Bologna è fascista? Coltiviamo qualche legittimo dubbio? E in che modo porsi davanti a questi eventi fondanti senza cadere nella retorica o nelle strumentalizzazioni?
Per i nostri candidati chi sono i partigiani? Vecchie glorie su cui appendere un corona di fiori il 25 aprile (ovviamente in spirito bipartisan, s’intende..)?

Il candidato Pinco, una volta sindaco, si batterà per l’eguaglianza e la laicità, sposerà i gay in Comune e lotterà per il diritto di voto ai giovani di seconda generazione e agli immigrati? Oppure farà il tartufo come il candidato Pallino che andrà a dire in giro che non è un problema suo (ah, io se potessi…) per non irritare il cardinale?

E se, per esempio, bisogna scegliere – nella vita –  tra tassare i capitali finanziari o tassare le imprese e il lavoro?  Che si fa?
Per esempio, mi piacerebbe sapere se per il candidato Sempronio sia opportuna una grande riforma previdenziale, per dare una pensione a tutti i giovani (e meno giovani) precari che attualmente sono marginalizzati o esclusi, che ne dice?

Attualmente ci si deve accontentare di sapere se uno vuole far passare il Civis da via San Vitale invece che dai viali, o se addirittura  gli piacerebbe lasciarlo in garage. In compenso siamo rassicurati sul fatto che Pinco, Pallino e Sempronio tifano per il Bologna e non per la Cremonese.

Va a finire però che a fare il gioco delle domande – invece che quello dei nomi – uno poi ci prende gusto e tira fuori tutto quello che gli sembra giusto..

Paolo Soglia

Tag

Un commento

  1. Grazie Paolo
    L’aver letto il tuo pezzo mi porta a pensare che c’è ancora qualcuno che aiuta a ragionare.
    Guardano Repubblica , oggi anche “Il fatto quotidiano” on line, mi è sembrato di vivere, da spettatore, una sorta di “grande fratello” giornalistico (o meglio su carta e in rete).
    Complimenti
    Adriano

    Comment by Adriano Turrini on 19/08/2010 at 19:39

Allowed HTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Get the Flash Plugin to listen to music.