21 ago. – L’avvocato degli ultimi: senza fissa dimora, immigrati. Ma anche dei diritti: per il lavoro, per la salute, per la partecipazione. Valerio Cerritelli si è impegnato con passione, in tanti anni di attività legale, per cause in cui credeva. E’ morto a soli 53 anni. Con lo Studio legale associato, convenzionato con la Camera del Lavoro bolognese, è stato prezioso per i lavoratori e il sindacato, promuovendo azioni innovative. Ha condotto la causa contro il Comune di Bologna per il diritto alla salute dei cittadini, minacciato dall’inquinamento e dal traffico. Cesare Melloni, segretario della Cgil bolognese, ne ricorda la passione: «Valerio ha dato un grande contribunto all’iniziativa di tutela in molti campi. Riusciva a combinare un’alta conoscenza della dottrina giuslavorista con la passione militante: cosa che gli aveva consentito di raggiungere risultati considerati molto difficili. Perdiamo un compagno e un militante, un punto di riferimento nei rapporti tra legge e iniziativa sindacale». Tra i fondatori di Avvocato di strada, insieme ad Antonio Mumolo, Cerritelli si è impegnato per far valere il diritto di cittadinanza anche nei confronti di chi è meno fortunato.
