E’ rottura tra le associazioni familiari delle vittime delle stragi

23 mar. – E’ rottura a Bologna tra le associazioni dei famigliari delle vittime del 2 Agosto, da un lato, e della strage di Ustica e della Uno Bianca, dall’altro. I primi hanno infatti deciso di abbandonare il tavolo, istituito durante la giunta Delbono, per creare un momento di memoria condivisa insieme alle istituzioni in occasione del trentesimo anniversario delle stragi della stazione e del Dc9 Itavia. “Sono proposte molto confuse che non ci interessano”, ha detto Paolo Bolognesi, che nel pomeriggio ha disertato l’incontro convocato dal commissario Cancellieri per far ripartire il tavolo.
Bolognesi, non usa perifrasi: “L’obiettivo è annullare l’associazione e noi li mandiamo a spendere, capito?”. No dunque a ogni incontro “in cui si parli del 2 agosto insieme alle altre associazioni”. Una posizione, come precisa Bolognesi, comunicata per lettera al commissario Anna Maria Cancellieri. Si tratta, aggiunge Bolognesi, di un disegno “che mira a fare fuori le associazioni”. I famigliari del 2 agosto in prospettiva non
escludono di coinvolgere le istituzioni nell’organizzazione delle celebrazioni, così come chiesto da Daria Bonfietti (associazione vittime del Dc 9 di Ustica) “ma finché ci siamo noi lo facciamo noi”. Ce n’è anche per il muro di tutte le vittime delle stragi proposto dall’ex eurodeputato Mauro Zani: “se lo faccia a casa sua”, è l’invito di Bolognesi. “La logica non era mettere in discussione le singole iniziative – ha replicato la Bonfietti – ma fare un salto qualititativo dal volontarismo delle associazioni”. Andare oltre, ha detto, e chiedere alla città “di porsi il problema dopo trent’anni e fare qualcosa”.

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