Si è spento la notte scorsa, a settantanove anni, dopo brevissima malattia, l’ex assessore Ettore Tarozzi.
Tarozzi è stato amministratore del Comune di Bologna dal 1960 al 1975, sotto le giunte di Dozza, Fanti e Zangheri, occupandosi sempre di scuola e pubblica istruzione.
Può essere considerato uno dei padri del tempo pieno, una delle conquiste sociali più importanti realizzate a Bologna negli anni sessanta, in particolare con l’organizzazione dei servizi per la prima infanzia, ha tracciato quel modello emiliano oggi apprezzato nel mondo. Nel corso di 3 mandati ha dato un contributo decisivo al settore dell’edilizia scolastica; ha trasformato gli asili da servizi assistenziali in scuole d’infanzia come istituzioni educative; ha contribuito con forza alle prime sperimentazioni di tempo pieno attraverso l’impiego di insegnanti comunali a integrazione del monte ore delle scuole statali.
Tarozzi fu anche animatore, con il “Febbraio Pedagogico”, di un vivacissimo dibattito politico nazionale sull’innovazione e la sperimentazione educativa.
Ettore Tarozzi concluse la sua vicenda amministrativa come consigliere nel gruppo due torri a cavallo degli anni ’80. Il suo impegno proseguì poi all’interno dell’Irpa, Istituto Regionale per l’apprendimento, che diresse per oltre un decennio. Da pensionato è stato anche un apprezzato Giudice di Pace.
Alla storia politica e all’opera di Ettore Tarozzi è dedicata una dettagliata ricostruzione/intervista rintracciabile presso le pagine degli archivi di iperbole del Comune di Bologna, dove si ripercorre la sua attività come Assessore e successivamente alla direzione dell’IRPA.
Tarozzi, anche dopo l’impegno amministrativo, non ha mai smesso di occuparsi di scuola. I tagli della riforma Gelmini, compresa la messa in discussione del tempo pieno, lo hanno visto sempre partecipe e attivo in difesa della scuola pubblica e delle conquiste realizzate nei decenni scorsi. Ancora recentemente, nel novembre scorso, sulle pagine dell’Unità esortava il centrosinistra a porre il tema della scuola tra le priorità del nuovo sindaco.
Con Tarozzi se ne va un altro personaggio determinante di quella che grazie a una felice ricostruzione documentaria è ormai entrata nell’immaginario collettivo come la città della “Febbre del fare”.

