5 apr. – Aroldo Tolomelli, nato a Funo di Argelato il 23 febbraio 1921, è morto nella notte. Aveva da poco compiuto novant’anni. Fu vicecomandante partigiano delle Brigate SAP nella pianura bolognese, poi dirigente del Partito Comunista e infine, dal 1976 al 1983, senatore nella VII e VIII Legislatura.
Dopo l’attentato a Togliatti nel 1948, venne accusato di essere il mandante di un omicidio. Fuggi a Praga dove diventò caporedattore di Radio Oggi in Italia dal 1951 al 1966.
Sotto la guida di Tolomelli la radio, realizzata in accordo col Partito comunista ceco, attaccò costantemente il governo democristiano e la Rai, arrivando ad avere milioni di ascoltatori. Radio Oggi in Italia fu anche la prima a dare la notizia dei fatti di Ungheria del 1956 e ad annunciare che la famigerata “legge truffa” del 1953 non era scattata.
Tolomelli rifiutò la possibilità dell’amnistia dichiarandosi innocente e tornò in Italia nel 1966 solo quando decaddero le imputazioni contro di lui.
Fu eletto senatore il 20 giugno 1976 e poi rieletto una seconda volta il 3 giugno 1979. In Senato si occupò di difesa e pensioni di guerra. “Profondo cordoglio” è stato espresso dal Presidente del Senato, Renato Schifani.

