“E’ illegale e deve chiudere”. I tassisti contro Casapound

L’attacco dei tassisti bolognesi al taxi rosa di Casapound è totale e senza appello: è illegale e deve chiudere: “E’ abuso della professione, per fare il tassista ci vogliono licenze e requisiti, è necessario fornire garanzie e certificare l’auto. Mazzanti non puo’ svegliarsi la mattina e improvvisarsi tassista, finchè lo fa per gli amici suoi va bene, ma non può offrire un servizio al pubblico. La sua è solo campagna elettorale“.

A parlare è Cosimo Quaranta, della Fita-Cna, ma dietro di lui ci sono tutti i tassisti di Bologna, come dimostra una dura nota firmata da tutte le sigle sindacali di categoria. Hanno già segnalato la questione al Comune di Bologna e ai Vigili urbani, che “si sono attivati e hanno fatto partire accertamenti”, conferma Palazzo D’Accursio. Ora, minacciano di passare alle vie legali e denunciare Mazzanti: “Lo faremo tra oggi e domani, questo è il nostro ultimo avvertimento” dice Quaranta.

La protesta passa per tutte le sigle sindacali dei tassisti: la nota è firmata da Ascom taxi, Confartigianato taxi, Fita – Cna, Unica taxi, Uri taxi. Non solo: al coro, si legge nella nota, si aggiungono anche Cat e Cotabo (le due maggiori cooperative bolognesi) e l’Amministrazione comunale.

Casapound dal canto suo rimanda al mittente le critiche e striglia i politici, “nessuno che si sia offerto di venire a fare il volontariato alla guida”, dice Mazzanti.

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