Bologna, 26 nov. – Duemila studenti dell’Alma Mater e 45 aziende italiane e straniere, questi i numeri del Recruiting day, organizzato dall’Ateneo per mettere in contatto i propri laureati e laureandi con il mondo del lavoro.
La giornata è stata divisa in due diversi eventi: gli affollatissimi desk informativi di presentazione dei posti di lavoro offerti dalle aziende e la sezione dedicata invece ai veri e propri colloqui, a cui hanno partecipato 600 neolaureati candidati ad un posto di lavoro in una delle imprese presenti tra cui Intertaba (Philip Morris), Imperial Tobacco, Roche, Maserati, Intesa San Paolo, Vodafone, Esselunga, Coop Adriatica, Bonfiglioli, Berco e Heinz.
“Un’affluenza enorme”, ha commentato Roberto Nicoletti, prorettore agli studenti. “L’iniziativa incontra un bisogno effettivo che esiste da parte dei neolaureati che cercano lavoro”.
Per il rettore Ivano Dionigi, “oggi i rettori hanno un impegno in più, quello del collegamento (degli studenti, ndr) con le aziende, dobbiamo farcene carico in parte come supplenza nei confronti della politica“, e auspica una nuova edizione in primavera in Piazza Maggiore.
Se da parte degli studenti che partecipano all’incontro si sentiva una grande curiosità e la voglia di mettersi in gioco, al contempo una diffusa atmosfera di disillusione aleggiava per le sale.
Per alcuni tipi di lauree, tra tutte Giurisprudenza ed Economia, c’era molto richiesta, ma studenti laureati in Lingue Straniere o Scienze Politiche spesso non sono stati nemmeno presi in considerazione dai rappresentanti delle aziende. “Si cercano profili molto specifici” dicono in molti, una ragazza invece, laureata in biologia, ha lamentato l’assenza di offerte per posti in laboratori di analisi, “tutti le proposte sono per impieghi amministrativi”.

Foto facebook Io non lavoro gratis
In concomitanza all’evento alcune decine di attivisti di collettivi universitari si sono mossi in un breve corteo da piazza Verdi fino alla scuola di Giurisprudenza di via Belmeloro, dove aveva luogo l’incontro, presidiata da 5 camionette di Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa. La protesta è stata rivolta contro l’evento vetrina organizzato dall’Unibo. In una nota i collettivi scrivono che “le imprese responsabili della crisi vendono false illusioni e promesse a giovani laureandi e neo laureati: in realtà precarietà, lavoro gratuito, assenza di futuro”.
“Onestamente non so cosa contestino- polemizza Nicoletti- ho smesso di cercare di capire quando hanno occupato una sala studio destinata agli studenti (quella in via Filippo Re poi sgomberata, ndr): lì si è passato il limite”.


