8 mar. – E’ il vento e non il passaggio degli autobus il vero nemico delle torri Asinelli e Garisenda. I due monumenti sono sotto osservazione dal terremoto di maggio 2012, ben prima che, una settimana fa, si staccasse un pezzo di arenaria dalla torre più alta. Sulla vicenda sono stati interrogati questa mattina in Consiglio comunale l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Malagoli e quello alla Mobilità Andrea Colombo.
Il monitoraggio post sisma fatto dall’Università di Bologna, secondo Malagoli e Colombo, conferma lo studio commissionato nel 2010 dall’allora Atc: le vibrazioni delle due torri dipendono molto di più dal vento, che avrebbe un effetto “eccitante”, che dal traffico, al contrario “calmante”. La frequenza del vento, infatti, amplificherebbe quella dell’oscillazione delle torri, mentre il traffico avrebbe l’effetto opposto.
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Rispondendo alle domande di attualità dei consiglieri Daniele Carella (Pdl) e Mirka Cocconcelli (Lega nord), gli assessori hanno assicurato che le torri non sono in pericolo né per il passaggio degli autobus né per l’uso di martelli demolitori nei lavori in corso sulla rocchetta degli Asinelli, perché non funzionano a percussione ma a rotazione.
L’assessore Malagoli oggi ribadisce la propria amarezza per la mancata segnalazione della caduta del pezzo di arenaria.
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La consigliera Cocconcelli ha confermato la propria preoccupazione sullo stato di salute delle due torri commentando: “Non vorrei entrassero in un orgasmo cronico”.


