Due indagate per il tentato suicidio a scuola

7 nov. – Mentre rimangono ancora stabili le condizioni del tredicenne in coma che giovedì si è buttato da una finestra nella scuola di via Montello, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati due persone, ipotizzando il reato di abuso di mezzi di correzione e disciplina. Sono la preside, suor Stefania Vitali, e la docente che prima dell’inizio delle lezioni aveva segnalato di aver visto il ragazzino con delle sigarette fuori da scuola. I magistrati spiegano che, in vista della perizia che sarà svolta la prossima settimana dal medico legale, l’iscrizione è un atto dovuto di garanzia nei confronti delle ultime due persone che hanno avuto contatti con il tredicenne prima che si buttasse dalla finestra della presidenza.

Il pubblico ministero Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa, ha anche precisato che «l’indagine è assolutamente estranea ad ogni sindacato sul metodo educativo dell’istituto scolastico in questione» – le “Maestre pie dell’Addolorata”. L’inchiesta, affidata al pm Giuseppe Di Giorgio, ha escluso gli altri reati ipotizzati inizialmente: l’istigazione al suicidio, le lesioni colpose o l’abbandono di minore. Puntano invece a capire se ci sia stato un eccesso di zelo nel chiedere chiarimenti al tredicenne (e a un altro ragazzino) sull’episodio delle sigarette – un eccesso che spiegherebbe un eventuale abuso dei mezzi di disciplina.

I primi interrogatori hanno confermato che prima di buttarsi dalla finestra il ragazzo era piuttosto turbato; fino a quel momento, però, non erano stati chiamati i suoi familiari né erano state annunciate punizioni.

Domani mattina scadranno le 72 ore dalla caduta che i sanitari dell’ospedale Maggiore attendono prima di decidere qualsiasi intervento.

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