31 lug. – Le detenute della sezione femminile del carcere di Bologna si fanno sentire contro il sovraffollamento. Fino a Ferragosto batteranno contro le sbarre e le porte delle celle per quindici minuti, tre volte al giorno: alle 9, alle 15.30 e alle 20.30. Al 30 giugno, nella Dozza si trovavano recluse 76 donne e un bambino e 1.180 uomini, ma la capienza complessiva massima è di 480 detenuti. Lo riferisce in una nota l’avvocato Desi Bruno, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna. A loro le detenute hnno consegnato un documento firmato da tutte, in cui spiegano le ragioni della protesta.
Il sovraffollamento si riflette negativamente sulla qualità delle condizioni di detenzione con disservizi, difficoltà a svolgere attività fuori dalle celle o a usufruire dei servizi sanitari. Un altro motivo di preoccupazione per le detenute sono i rapporti con la magistratura di sorveglianza, a causa di una presunta «riduzione in atto della concessione delle misure alternative alla detenzione, anche con riferimento alle detenute madri con figli minori e alle detenute affette dalla patologia dell’Aids», fa sapere la garante.

