Dozza. In 3 in 10 mq, neanche gli infermieri riescono a lavorare

24 giu. – 1143 detenuti laddove ce ne potrebbero essere al massimo 483. L’esito del controllo della Azienda Usl avvenuto il 14 maggio non lascia spazio a dubbi: il sovraffollamento è ormai una caratteristica stabile della casa circondariale di Bologna.
I locali che dovevano costituire il cosiddetto Polo di accoglienza (dove i detenuti appena arrivati passavano una settimana per compiere tutte le visite mediche di controllo prima di avere contatti con gli altri) non esistono più, perché sono diventati un luogo di permanenza stabile anche per quelli che hanno già effettuato gli screening. Al contempo, l’infermeria viene ormai usata come “ambiente di reclusione” e “alla data dell’ispezione, risultano materassi sfoderati appoggiati direttamente a terra”, il che ostacola, oltretutto, il lavoro degli infermieri. L’avvocato Desi Bruno, garante dei diritti delle persone private della liberta personale, ha specificato di “ritenere urgenti e necessari interventi di tipo legislativo” per diminuire il numero di presenze e la necessità “di un utilizzo puntuale di misure alternative alla detenzione”.

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