Bologna, 27 gen. – Era detenuto a causa della legge sulle droghe Fini-Giovanardi l’uomo morto pochi giorni fa al carcere della Dozza. Non è possibile sapere se fosse stato arrestato perché “offriva uno spinello ad un amico” oppure perché “trafficava chili di cocaina”: la legge si applica ugualmente. E’ quanto denunciano gli attivisti bolognesi due settimane prima della Street parade nazionale per la cancellazione della legge Fini-Giovanardi. Mercoledì 29 gennaio a Vag61 ci sarà l’assemblea pubblica.
Tra le firme all’appello nazionale ci sono anche quelle dei consiglieri del gruppo Sel/Con Amelia in Consiglio Comunale. Gli antipro bolognesi li incalzano: “Cosa intendono fare contro le politiche di tagli ai servizi a bassa soglia?”
Rosella del Livello57, tra i firmatari bolognesi della campagna.
Sel aveva annunciato un odg sulla scia del Consiglio Comunale, che però non è stato presentato. Il consigliere Mirco Pieralisi ci spiega che dovrebbe essere pronto prima della sentenza della Corte Costituzionale dell’11 di febbraio.
Durante la serata verrà presentato “Effetti Collaterali“, documentario-inchiesta sugli effetti della legislazione “sulla vita reale delle persone, in gran parte semplici consumatori, che si ritrovano ad essere accusate della sua violazione”.
Laura Marongiu a Palomar ha intervistato il regista Andrea Legni.
E’ prevista anche una serata di autofinanziamento giovedì sera a Scienze Politiche. Tutte le informazioni per partecipare alla manifestazione a Roma.

