Alla Dozza due neonati e una donna incinta

carcere dozza

Bologna, 31 ott. – Al carcere della Dozza ci sono due neonati e una donna incinta di tre mesi. Lo rende noto la garante per i diritti dei detenuti Elisabetta laganà che accoglie positivamente l’idea della ministra Cancellieri di costruire a Bologna un Icam, cioè una struttura che ospiti le madri detenute coi loro figli piccoli.

Al carcere della Dozza, proprio ieri, infatti, Laganà ha incontrato due giovanissime madri, una con una piccola di un mese e l’altra con un bambino di sei mesi. La casa circondariale, poi, ospita anche una giovane incinta di tre mesi. E il nido della sezione femminile “risulta scarsamente attrezzato” ed è “un luogo inadatto alla tutela della maternità e dell’infanzia”.

Persino il Comitato nazionale per la bioetica, scrive Laganà in una nota, “afferma senza timore che il carcere è un ambiente a rischio per la salute”. Perché “disturbi mentali, nevrotici e di adattamento sono dieci volte più presenti tra i detenuti rispetto alla popolazione libera”. Nel documento del Comitato c’e’ anche l’invito a prestare maggiore attenzione alle donne detenute, “su cui il carcere sembra avere un maggiore impatto di sofferenza”, sia sulle madri che sui bambini. “A causa della permanenza in un ambiente chiuso e permeato di rumori fortemente angoscianti per i piccoli“, infatti, il carcere “può provocare conseguenze in termini di danni permanenti, soprattutto per i bambini in eta’ neonatale e protratta per più anni”.

Per questo, Laganà invoca una legge che sani “la contraddizione tra le normative tra madri in posizione giuridica non definitiva e quelle definitive”, oltre a “possibilità alternative all’attuale situazione”. Al momento, però, a legislazione ferma, per Laganà la soluzione più immediata è la creazione di strutture ad hoc. Come, appunto l’Icam di cui ha parlato Cancellieri.

 

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