Medico del Maggiore indagato per la morte di Maria Leoni

24 giu.- Una dottoressa dell’ospedale Maggiore è stata iscritta nel registro degli indagati per la morte di Maria Leoni, la donna morta lo scorso 19 maggio al pronto soccorso. Il medico inquisito fu la prima persona a vedere Maria Leoni quando giunse in ospedale con difficoltà respiratorie. Oggi è accusata di omicidio colposo e omissione d’atti d’ufficio.

Maria Leoni, che soffriva di problemi psichici, giunse al pronto soccorso accompagnata da due operatori della Cooperativa Dolce il pomeriggio del 19 maggio. A quanto raccontano i due, dopo un’ora di attesa la donna fu vista dal medico, che “non si alzò nemmeno dalla sua scrivania malgrado la donna stesse evidentemente male: faticava a respirare e la bocca le si storceva da una parte”. Dopo un prelievo di sangue e un elettrocardiogramma, il medico avrebbe detto che per procedere nella diagnosi ci sarebbe stato bisogno di un consulto psichiatrico. Nell’ora che intercorse tra questa prima visita e l’arrivo di una psichiatra le condizioni di Leoni si aggravarono; fu proprio la specialista ad escludere l’ipotesi di una crisi di panico e a prescrivere una lastra al torace per la donna. Ma a quel punto era già troppo tardi e poco meno di un’ora dopo la paziente morì.

La dottoressa che per prima visitò la Leoni non avrebbe quindi fatto le prime valutazioni con la necessaria urgenza e non avrebbe richiesto l’intervento di uno specialista idoneo di fronte alla crisi respiratoria, attribuendola invece a un problema di ansia.

Oggi, convocata dai Carabinieri del Nas per essere interrogata, la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Prima di rimanere in silenzio ha reso una dichiarazione spontanea, dicendo di ritenere di essersi comportata correttamente.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.