Lavoro vietato ai dottorandi: il Ministero fa marcia indietro

Bologna, 11 mar. – “Il Ministero a giorni interverrà con un decreto“, che eliminerà il divieto di lavorare per i dottorandi. Si tornerà ad una valutazione caso per caso, fatta dagli organismi competenti.

Lo ha annunciato questa mattina il Prorettore alla ricerca dell’Università di Bologna, Dario Braga, ospite nei nostri studi, che ha incontrato ieri, lunedì 10 marzo, Daniele Livon, responsabile per il Ministero del finanziamento dei dottorati di ricerca. Il “pateracchio”, come lo aveva definito in un’intervista allUnità lo stesso Braga, era il frutto di un Decreto ministeriale del febbraio 2013, quando ministro era Profumo, che stabiliva che “l’ammissione al dottorato comporta un impegno esclusivo e a tempo pieno“. Quell’esclusivo tagliava le gambe a tutti i dottorandi, compresi quelli senza borsa, pari a Bologna a circa il 50% del totale. L’Alma Mater aveva recepito il testo a luglio, rendendolo vincolante per i dottorati iniziati a gennaio.

Un’università di classe, questo il rischio che si corre, in cui solo chi può farsi mantenere può proseguire a studiare, come denuncia Francesca Ruocco, segretario generale della federazione lavoratori della conoscenza, cgil

      Francesca Ruocco

Ma nell’incontro con Livon, Braga ha ricevuto la notizia che a giorni sarà emanato un nuovo decreto che eliminerà il divieto di lavorare per i dottorandi, lasciando la decisione ai collegi dei docenti, che valuteranno caso per caso.

Sentiamo il Prorettore alla ricerca, Dario Braga

      Dario Braga

Questa la registrazione della trasmissione integrale dedicata al Dottorato di ricerca, che ha visto la partecipazione anche di Barbara Gruning, assegnista di ricerca, che fa parte della Rete dei ricercatori precari

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.