Dossier Merola, si indaga sulle assunzioni all’Acer e sulla costruzione di 12 villette

5 feb. – In piazza Trento e Trieste sono due i fascicoli aperti sul dossier anonimo riguardante Virginio Merola: del primo, nato con l’arrivo in Procura del dossier, si sta già occupando il pm Giuseppe Di Giorgio, mentre il secondo, a seguito dell’esposto del candidato democratico, è ancora in attesa di assegnazione. Il primo fascicolo è contro ignoti e senza ipotesi di reato, mentre per il secondo l’avvocato di Merola, Vittorio Manes, ha ipotizzato i reati di diffamazione, calunnia e lesione dell’esercizio dei diritti politici.

La procura mantiene uno stretto riserbo, ma sono già iniziati i primi accertamenti sugli elementi riportati nel plico anonimo. Uno di questi riguarda il concorso da dirigente Acer vinto da Gigliola Schwarz, moglie dell’ex presidente del quartiere Navile Claudio Mazzanti, uomo del Pd molto vicino a Merola. Nel dossier si legge che Schwarz avrebbe dichiarato di essere laureata, mentre non è così: circostanza che però non risulta dal fascicolo riguardante quel concorso, acquisito dalla Guardia di Finanza.

Le verifiche successive da parte degli inquirenti dovrebbero riguardare ancora l’Acer e la famiglia Mazzanti, questa volta sull’assegnazione di due appartamenti di edilizia pubblica: uno a Schwarz e l’altro a Mazzanti e in cui vive la figlia dell’esponente Pd. Altri accertamenti, poi, dovrebbero essere effettuati su uno dei passaggi conclusivi del dossier, quelli dedicati a Merola in persona. Qui l’accusa da parte dell’anonimo riguarda dodici villette sui colli approvate dall’allora assessore all’Urbanistica di Sergio Cofferati.

Intanto il candidato sindaco del centrosinistra ha voluto sottolineare in una nota che le carte presentate in Procura “Sono un brogliaccio pieno di veleni ed è proprio per questi veleni che ho deciso di tutelarmi contro diffamazioni, calunnie e quello che considero un attentato alla mia libertà politica e a quella degli elettori”.

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