3 feb. – La Procura era già in possesso delle otto cartelle anonime che compongono il cosiddetto dossier sul candidato sindaco del centrosinistra e alcuni dei suoi collaboratori e colleghi di partito. Prima dell’esposto per diffamazione, calunnia e lesione dei diritti politici presentato dal legale di Merola, avv. Vittorio Manes, in piazza Trento e Trieste il pm Giuseppe Di Giorgio aveva già aperto un fascicolo conoscitivo. E proprio nell’ambito di questo fascicolo la Guardia di Finanza si sarebbe recata nella sede di Acer per acquisire alcuni documenti. L’Azienda autonoma che gestisce il patrimonio delle case popolari è infatti nominata nel dossier come uno degli enti dove si sarebbero consumati dei reati: peculato, assegnazione scorretta di immobili, dirigenti pagati che sono diventati tali senza averne titolo.
Giovedì 3 febbraio intanto è stata sentita dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal pm Di Giorgio la cronista del Resto del Carlino Rita Bartolomei che ha portato in Procura la lettera che le è arrivata al giornale contenente il dossier. Sulla busta che le è stata recapitata c’era infatti scritto a mano: “Riservato personale”. Una traccia che potrebbe (ma è un’indagine particolarmente difficile) portare tramite una perizia calligrafica ad individuare l’autore.

