Bologna, 16 set. – Un bando scritto senza tenere in considerazione una sperimentazione che dura ormai da quasi un anno, la scelta di dare all’offerta economica più bassa un ruolo decisivo nell’assegnazione dell’appalto, un’offerta vincitrice che con un ribasso di 22mila euro si è portata a casa un servizio sociale, parole dell’assessore Frascaroli, “fiore all’occhiello” della città. Ci sono tutti questi elementi nella storia dell’assegnazione del dormitorio Rostom di via Pallavicini, struttura che accoglie persone senza casa con problemi sanitari incompatibili con la vita in strada.
Nella scorsa primavera la gestione del dormitorio Rostom è stata messa a bando e ora la cooperativa vincitrice, la Solaris di Carpi, si prepara a subentrare ai vecchi gestori, Antoniano e coop La strada. C’è però un problema: il bando redatto dal Comune di Bologna ha richiesto al vincitore, nero su bianco, un “massimo di 10 giornate all’anno di apertura sulle 24 ore per tutti gli ospiti presenti”. E su questa indicazione la coop Solaris ha impostato la propria offerta, poi risultata vincitrice. Da ottobre 2013 è però entrata in funzione una sperimentazione che sta tenendo ininterrottamente aperto il Rostom 24 ore su 24. Una soluzione che ha permesso di dare una risposta ai senza casa con gravissimi problemi di salute presenti in città, e che ora rischia di essere archiviata con l’arrivo dei vincitori.
Non solo: è sull’h24 senza interruzioni che stanno lavorando, organizzati in turni, i 14 operatori del Rostom. Il nodo della continuità occupazione sta preoccupando i sindacati, Usb e Cgil in testa. Proprio la Cgil in giornata ha incontrato i vertici della coop Solaris chiedendo il passaggio nella nuova gestione di tutti i lavoratori alle stesse condizioni economiche e contrattuali della vecchia gestione, compresi i lavoratori a tempo determinato. “Abbiamo chiesto il rispetto dell’art. 37 del contratto cooperative sociali“, spiega Francesco Princigalli della Fp-Cgil di Bologna. L’articolo 37 impone il passaggio nell’azienda subentrante di tutto il personale, a stipendio invariato, solo se restano invariate anche le prestazioni richieste. Condizione che al momento non sembra poter essere rispettata, visto che da un’apertura 365 giorni l’anno 24 ore su 24 si passerà, secondo quando previsto dall’offerta giudicata vincente in base al bando scritto dai tecnici comunali, ad un’apertura notturna con massimo 10 giorni di h24. Se quei giorni dovessero diventare di più Solaris avrà gioco facile nel pretendendere dal Comune sostanziosi conguagli economici.
Col risultato paradossale che un bando scritto con in mente il massimo risparmio potrebbe costare molto di più di quando previsto inizialmente. Se invece i giorni di apertura diurna resteranno 10 a risentirne sarà il servizio offerto dal Rostom ai senza casa, e di conseguenza l’esubero di parte del personale, magari dei quattro operatori a tempo determinato e dei tre collaboratori, potrebbe non essere più solo un’ipotesi.
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