Dormitorio Romstom. Ecco com’è andata a finire

centro rostom bologna 2Bologna, 9 ott. – Alla fine in molti hanno tirato un sospiro di sollievo, perché almeno all’inizio della vicenda sembrava potesse andare tutto molto, molto peggio. Invece la nuova gestione del centro Rostom di via Pallavicini, affidata alla coop Solaris di Carpi, ha visto cambiare pochissime cose rispetto a quando già in essere.

Nessun esubero e nessun taglio drastico al servizio, anche se una piccola diminuzione delle ore di apertura c’è. Il dormitorio e centro diurno di via Pallavicini che si occupa di dare ospitalità a senza casa in difficili condizioni di salute resterà aperto 24 ore su 24 il sabato e la domenica. Durante la settimana invece le porte resteranno sempre aperte salvo che nella finestra compresa tra le 12 e le 16. Quattro ore giornaliere di chiusura che per il momento non sembrano danneggiare i 10 ospiti diurni della struttura (durante la notte i numeri crescono, e si parla di circa 35 persone accolte). Resta da capire che succederà in caso di arrivo di persone con gravissimi problemi di deambulazione, anche se per il momento il progetto di dimissioni sanitarie con accoglienza h24 al Rostom è sospeso.

I vecchi dipendenti di coop La Strada sono stati tutti riassunti da Solaris, salvo chi ha preferito evitare il passaggio nella nuova cooperativa. Immutate le condizioni contrattuali. Il passaggio in Solaris comporterà il versamento alla nuova coop della quota sociale di mille euro. “Una cosa normale per una coop che si occupa di sociale come la nostra, ma chi ha un contratto a tempo determinato non avrà questo obbligo”, rassicurano dalla direzione della coop di Carpi.

Il sindacato invece è rimasto escluso dalla partita, dopo il fallimento del tavolo di trattativa. “Ci chiediamo – scriveva la Fp-Cgil in una nota – alla luce della forte contrazione del servizio decisa dall’Amministrazione Comunale, che ha deciso di non offrire più un’attività h24 per 365 gg all’anno , ma solo un servizio notturno, con massimo 10 gg all’anno per utente, quanti lavoratori potranno essere impiegati e come”. Nonostante Solaris avesse il diritto, perché scritto nero su bianco dal bando comunale, di tagliare pesantemente il servizio, l’eventualità non si è verificata. “Siamo riusciti a rivedere l’organizzazione del lavoro e tutti i tasselli sono andati al posto giusto”, spiega Artemio Serafini, referente dell’area tecnica di Solaris.

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