Dormitori. Il Tar respinge il ricorso

21 ott. – Il Tribunale amministrativo regionale di Bologna ha respinto il ricorso presentato dall’associazione temporanea di impresa guidata dalla coop Nuova Sanità per la gestione dei servizi socio-assistenziali di Bologna e di una parte della provincia. Con il pronunciamento di ieri del Tar, crolla anche l’ultima speranza di Nuova Sanità e dei suoi lavoratori di mantenere la gestione di dormitori Beltrame e Zaccarelli, della residenza temporanea di villa Pallavicini, del centro diurno di via Del Porto e dell’unità di strada per tossicodipendenti. A gestire quelle strutture sarà quindi Indaco, il consorzio cooperativo formato da varie cooperative come Altercoop, Copas, Il Martin Pescatore, La Rupe e Società Dolce, insieme al consorzio L’Arcolaio e l’associazione Amici di Piazza Grande.

Il braccio di ferro tutto interno al mondo della cooperazione sociale ha inizio nel gennaio 2011 quando l’Asp Poveri Vergognosi emette il primo bando di gara per la gestione di quei servizi, fino a quel momento in capo a differenti soggetti. La finalità dell’Asp è di risparmiare affidando ad un’unica realtà tutte le diverse strutture d’accoglienza cittadine. Ad aggiudicarsi il bando sono Indaco e soci ma l’Asp decide, dopo un primo ricorso da parte di Nuova Sanità, di annullare due lotti dei quattro di cui era composto. Questo accade in aprile. Poche settimane dopo, l’Asp emette un nuovo bando per le sole strutture di accoglienza: circa due milioni e 400mila euro il compenso. Bando nuovamente impugnato da Nuova Sanità. Fino ad oggi, quando il pronunciamento del Tar ha dato torto alla cooperativa.

Ora, dice Diego D’Agata, un lavoratore del Centro Diurno di via Del Porto, “ci sarà lo spezzatino“: gli operatori socio sanitari dovrebbero essere assunti da Altercoop, gli educatori da Società Dolce e i coordinatori dalla coop Rupe. Tutti con un demansionamento che produrrà effetti negativi sulle buste paga.

Ascolta D’Agata DiegoDAgata

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