Dopo la decisione di Roberto Tunioli di non correre per la poltrona di sindaco per il Pdl, nel centrodestra la nomination per il candidato è di nuovo in alto mare e il dibattito comincia ad animarsi.
“Bisogna fare bene le cose e non in fretta“. Poche parole e, in un’intervista a E’tv, Roberto Tunioli ha spiegato le ragioni del ritiro della propria candidatura per la poltrona di sindaco col centrodestra a Bologna. L’Ad di Datalogic, a lungo corteggiato dal Pdl, ha opposto il rispetto dei propri impegni professionali al pressing di chi lo sollecitava ad una discesa in campo in tempi brevi.
Non si sono fatte attendere le reazioni. Severo il giudizio del deputato bolognese del Pdl, Giuliano Cazzola, che ha chiesto ai dirigenti locali di prendere una decisione: schierare un candidato “politico” oppure convergere su Giorgio Guazzaloca che, senza annunciare una diretta discesa in campo, ha già rilanciato il suo progetto civico. “Perseverare negli errori – ha detto – è diabolico. Dopo Alfredo Cazzola, anche Roberto Tunioli ci ha lasciati con un palmo di naso. Questa volta – ha concluso Cazzola – si può vincere solo se i manifesti con l’immagine di Berlusconi non restano in cantina“.
Per Sergio Cofferati il centrodestra è “diviso e in grande difficoltà, perché ha il problema di decidere se continuare a tenere in vita l’ipotesi di questo finto civismo o scegliere di rimettere in campo i partiti. Peccato che resti tutto in ombra, a causa del dibattito sulle primarie del Pd“.

