Maternità e lavoro. Due donne su dieci a casa dopo il primo figlio

Bologna, 11 apr. –  L’assessore provinciale alle Pari Opporunità Gabriella Montera e la responsabile imprenditoria femminile della Camera di Commercio Benedetta Rasponi hanno presentato i dati sull’occupazione femminile nella Provincia di Bologna.

Per quello che emerge dai dati della Camera di Commercio le aziende che hanno alla guida una donna resistono meglio alla crisi, grazie alla loro maggiore versatilità, che gli permette di adattarsi meglio ai cambiamenti. Nel 2009 le aziende femminili erano 20.269, nel 2010 sono arrivate a quota 20.511, nel 2011 sono state 20.669, nel 2012, erano a quota 20.690 per arrivare nel 2013 ad essere 20.709, un trend positivo di crescita. Nel 2013 i settori con il maggior numero di quote rosa sono quelli dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, del commercio e  manifatturiero, costituendo il 21,4% del totale delle imprese.

Meno entusiasmanti sono invece i dati relativi all’occupazione dipendente, dove le donne sono sempre più svantaggiate rispetto agli uomini. Nel 2009 le donne iscritte al Cip erano 29.780 e gli uomini 24.557, nel 2013 le donne erano 51.575 e gli uomini 41.311. In relazione ai dati dello scorso anno di 51.575 donne, il 32,4% delle iscritte erano straniere, soprattutto di origine rumena, ucraina e magrebina.

Il titolo di studio non sembra essere un elemento determinante per trovare un’occupazione: nella Provincia di Bologna sono circa 7.000 le laureate registrate ai centri per l’impiego. La fascia d’età femminile più soggetta alla disoccupazione è quella compresa tra i 35-44 anni.

La discriminazione femminile nel mercato del lavoro è ancora un tema attuale. A parlarne è stata la Consigliera di parità della Provincia, Giorgia Campana: “Operiamo a tutela della donne e delle possibili discriminazioni in cui possono trovarsi quando sono lavoratrici dipendenti. Le problematiche più pesanti sono legate alla maternità. Dopo il primo figlio oltre il 20% delle donne lascia il lavoro, o per sua scelta o perché viene in qualche modo obbligata alle dimissioni”.

Sono intervenute anche la presidente dell’Associazione Soroptimist di Bologna, Donatella Dal Rio Minelli e l’imprenditrice e Past President AIDDA di Bologna, Daniela Maschio. Comunicazione e cambiamento: sono due parole chiave per riuscire a reagire alla crisi economica.

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