Non c’è un gran chiarezza nel Pd Bolognese. Il segretario provinciale, nella sua relazione si tiene le mani libere per quanto riguarda le alleanze ma pone un termine al tormentone primarie, fissando la consultazione interna per il 5 dicembre. “Saranno primarie di coalizione “libere, aperte e vere – assicura Donini – che non dovranno essere lo strumento di legittimazione di candidature scelte altrove”. Alla competizione, precisa ancora Donini, potranno partecipare non solo gli iscritti ai partiti, “ma anche personalita’ della societa’ civile, che saranno in grado di raccogliere un numero di firme significativo ma non proibitivo di elettori del centro sinistra”.
Non manca poi una stoccata al Rettore Dionigi, che ritiene le primarie uno strumento non idoneo a selezionare una classe dirigente e a Guazzaloca che da tempo palesa un “governo dei migliori”: “Altro che saltare un giro – manda a dire Donini- “come ci viene chiesto da alcuni nostri interlocutori fin troppo ansiosi di sostituire alla politica pulita e generosa dei partiti, che pur debbono rinnovarsi e ritrovarsi in connessione sentimentale con la citta’, una strana forma di oligarchia”.
Ma una volta dettata la linea arriva immediata la critica di Walter Vitali. Per l’ex sindaco bisogna rinviare le primarie, per due ragioni: la richiesta di approfondire il documento programmatico di oggi considerato troppo generico (alleanze, programma, etc) ma soprattutto per cercare una “candidatura civica da sottoporre alle primarie”.
Subito si sono spesi negli interventi i favorevoli e i contrari all’ipotesi rinvio: tra i primi, Virginio Merola e Duccio Campagnoli (che però afferma di non “impiccarsi” sulle date), mentre l’ex segretario Andrea De Maria, invece, ha difeso a spada tratta la relazione Donini.
Fra i litiganti si mette Maurizio Cevenini, che ha incassato il placet del partito alla sua candidatura in “primarie aperte” e quindi può permettersi. nel suo stile, di essere possibilista: “Valutino il segretario e il gruppo dirigente del Pd, insieme agli altri partiti della coalizione, i tempi più opportuni per le primarie. Io che ho ricevuto molte segnalazioni sulla mia debolezza programmatica – ribadisce Cevenini- non mi posso certo permettere di esprimermi su una possibile riduzione dei tempi”.
Il documento è stato approvato all’unanimità dopo 5 ore di discussione e dopo una non convenzionale “controreplica” di Duccio Campagnoli. L’ex assessore regionale ha voluto dettare l’agenda al Pd per un “approfondimento programmatico”, e ha chiesto ufficialmente di “convocare un’altra direzione, dove i candidati Pd (presenti e futuri) alle primarie possano confrontarsi sulle proposte”.

