Al segretario cittadino del Pd non è piaciuto il tono liquidatorio con cui il primo cittadino ha bocciato la proposta di pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi. Per Raffaele Donini, la trasparenza dei redditi non è affatto una “gogna”, come l’aveva definita Merola, tutt’altro: ” Se viene fatta seriamente e con mezzi obiettivi – afferma il segretario – credo che sia una forma di controllo sociale sulla fedeltà fiscale, in questa fase, sia utile. Sarebbe una misura che io ritengo opportuna».
La posizione del Sindaco appare dunque poco comprensibile anche all’interno del suo partito, soprattutto in una fase di lotta contro una manovra iniquia che tartassa i lavoratori e salva gli evasori. E’ Difficile far capire ai cittadini in che modo un provvedimento che aumenta la trasparenza sui redditi e aiuta il controllo sociale sull’evasione possa essere vissuto come un’attentato alla privacy.
Merola per il momento non replica alle parole di Donini, ma intanto si fa sentire sulle pagine nazionali di Repubblica , togliendo per un giorno al Sindaco di Firenze Renzi la palma del rottamatore. Merola intevistato dall’ex direttrice dell’Unità Concita De Gregorio non usa mezzi termini: “Bisogna rinnovare il partito – afferma – Basta con D’Alema e Veltroni. O il Pd muore e si torna ai Ds”.
Il sindaco prosegue poi dicendo che alle primarie voterà per Pier Luigi Bersani “fino a che non ci sarà qualcuno di più convincente”. Dunque senza particolari entusiasmi per l’attuale segretario.
Sull’onda del caso Penati l’intervista affronta anche la questione morale dentro il Pd: “Esiste una diversità di comportamento, sì – osserva Merola – Rispetto delle regole, e chi sbaglia paga. Qui a Bologna le dimissioni di Delbono sono venute subito e ci sono costate parecchio”.
Tra le misure che andrebbero subito adottate, il sindaco di Bologna vorrebbe : “Dimezzare il numero dei parlamentari. Abolire le province. Rivedere le indennità. Evitare che sulle partecipate ci sia la mano dei partiti, che parcheggiano personale”.
Infine condivide col sindaco di Milano Pisapia il limite dei mandati “due sono più che sufficienti: deve finire la ‘professione politica'” , conclude Merola, che si dice pure favorevole alle primarie per scegliere i parlamentari.

