Bologna, 5 mar. – La destinazione sembra essere quella giusta, è il viaggio ad essere quanto meno accidentato. La gara del ferro, quella che avrebbe dovuto assegnare la gestione dei trasporti ferroviari nei prossimi 20 anni e portare al tanto richiesto rinnovamento dei treni emiliano-romagnoli, per il momento non sta dando i risultati sperati. Non solo non si è presentato nessuno al di là del duo Trenitalia-Tper, ma l’unica offerta giunta sul tavolo è stata superiore alla cifra massima stanziata dalla regione. Risultato: niente assegnazione del servizio e apertura di una difficile procedura negoziale di cui si sa molto poco. “Non possiamo spendere un euro in più – ripete l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini – e ovviamente non potrà che essere una trattativa con le condizioni economiche e tecniche previste dal bando”. Altro non è dato conoscere, nemmeno le tempistiche della trattativa, se non che Fer (stazione appaltante per conto di viale Aldo Moro e società che gestisce i binari) sta trattando con Trenitalia-Tper e con i tedeschi di Arriva.
“Ognuno rifarà le proprie valutazioni – commenta Donini – A quel punto potrebbero esserci offerte capaci di rientrare all’interno dei parametri previsti dalla gara”. Insomma, Fer starebbe tentando di convincere almeno uno dei due contendenti ad accettare i termini fissati dalla Regione. E se le cose andranno male “allora saremo costretti a indire una nuova gara. Ma vista l’urgenza di dare un servizio migliore ai pendolari sono fiducioso che tutto andrà bene”.
Alla tante critiche piovute sulla gara, sia dalla politica che da esperti del settore come il professore Marco Ponti, Donini risponde così: “Siamo la prima e unica regione in Italia che mette a gara la propria rete regionale, quindi proprio per questo è facile criticarci. Curioso però che si facciano le pulci proprio a noi che vogliamo rinnovare il parco treni”. C’è un’altra questione: Tper, che ha partecipato alla gara e sta trattando con Fer, è controllata dalla Regione al 46%. La cosa mette viale Aldo Moro nella doppia veste di arbitro e giocatore, una situazione che il precedente assessore ai trasporti Alfredo Peri aveva giudicato “ridicola“. Una questione sollevata anche dal Movimento 5 Stelle nelle settimane scorse. Donini però non ci sta: “Non vedo conflitto di interessi, un’eventualità esclusa da un’interlocuzione di anni con l’autorità per la concorrenza. Semplicemente anziché dare l’affidamento diretto abbiamo promosso una gara per migliorare il servizio e renderlo più efficiente”. Altro punto su cui Donini si sta smarcando dalla linea del predecessore Peri è quello della privatizzazione di Tper. Per Peri era “necessaria”, per Donini invece l’ipotesi è da escludere.

