Bologna, 24 mar. – Le inchieste in corso, in particolare quella sulle grandi opere aperta dalla Procura di Firenze, “non possono essere motivo per rinunciare” alla Cispadana. Lo ha ribadito oggi durante il question time in Regione l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Raffaele Donini. “In Italia bisogna fermare la corruzione, non le grandi opere”, ribadisce Donini rispondendo in aula alla capogruppo del Movimento 5 stelle, Giulia Gibertoni.
L’assessore dunque torna a blindare la Cispadana, ma anche E55-E45 e Passante nord come opere “necessarie e strategiche” anche per la competitività dell”Emilia-Romagna. Quanto all’inchiesta fiorentina, la giunta esprime “la più totale fiducia nel lavoro dei magistrati, ai quali, e solo ad essi, spetta l’accertamento della verità dei fatti e delle eventuali responsabilità penali a carico delle persone indagati”; ma anche l’auspicio che gli indagati Alfredo Peri (ex assessore regionale), Vladimiro Fiammenghi (ex consigliere Pd) e Graziano Pattuzzi (presidente Cispadana) “possano dimostrare in tempi rapidi la loro estraneità” ai fatti contestati e la “assoluta correttezza” del loro operato.
Gibertoni aveva chiesto di stoppare le nuove autostrade e dirottare i 179 milioni di euro stanziati dalla Regione per la Cispadana “alla manutenzione delle strade esistenti e per un sistema ferroviario moderno”. In particolare sull’asse della Cispadana “non sono noti dati che giustifichino nuove strade”.
Per quell’opera, sostiene ancora l”esponente M5s, “l’allarme dei cittadini sull’utilità dell”opera e sull’impatto ambientale rimane alto”.
(Dire)

