Donini: “Non chiedo la fiducia. Ce l’ho”

24 ago. – Non ha nessun bisogno di chiedere la fiducia al partito il segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini, nella riunione dell’esecutivo in programma per questa sera. Lo ha detto nel corso della conferenza stampa di presentazione della Festa dell’Unità 2010, in programma al Parco Nord dal 26 agosto al 20 settembre. Donini torna ad assicurare che il suo ruolo non è in discussione, dopo i malumori provocati dal suo colloquio con Pierluigi Bersani, le tensioni sull’asse con Giorgio Guazzaloca e i mugugni delle cooperative. Quindi stasera non si parlerà di “fiducia” in via Rivani, ma di un piano di lavoro per affrontare i 120 incontri con le realtà economiche, sociali e associative della città in vista delle elezioni amministrative. Inoltre, è chiaro, “faremo anche una discussione politica in vista della direzione – ha detto Donini – perché non siamo quattro amici al bar. Ma questa discussione troverà il giusto collocamento nella discussione della direzione del 18 settembre“. Quella sarà l’occasione per il “chiarimento politico” che una parte del partito si aspetta. Per quanto riguarda le alleanze, uno dei motivi di agitazione nelle ultime settimane, “non mi sono discostato di un millimetro rispetto al congresso“. Quindi, come proposto anche dallo sfidante Piergiorgio Licciardello, l’idea del Pd è di partire dal centrosinistra. Anche subito: “Siamo pronti a vederli anche stasera“, fa sapere Donini riferendosi ai colleghi segretari di partito. Quanto a Giorgio Guazzaloca, “le nostre posizioni sono lontane, ma sono contento che venga alla Festa“.
Non è mancato, da parte del segretario Pd, un commento sul taglio di 20 milioni ai trasferimenti dello Stato al Comune: “Il Governo ha deciso che le città italiane devono morire sotto la scure dei tagli della Finanziaria”. “A settembre – annuncia Donini – dovremo fare in tutto il territorio della provincia iniziative sia a livello politico che istituzionale perché i cittadini devono sapere chi è il carnefice e chi è la vittima. Devono comprendere che se ci saranno razionalizzazioni, se ci saranno sacrifici questi non sono imposti dalla volontà dell’amministrazione locale, ma sono frutto di una scellerata politica di Governo“.

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