Donatore di sangue? Vai in pensione più tardi

1 ott. – “Tu hai avuto nella tua attività lavorativa 120 giornate di permesso per donare il sangue? Se vuoi andare in pensione o le recuperi o ti decurtano il 2% dell’assegno”. La denuncia è dell’Avis che punta il dito contro la “fretta” di chi è chiamato a scrivere le leggi. La questione è questa: nel decreto Salva Italia approvato nel 2011 si stabilisce che il lavoratore che ha goduto di permessi per la donazione del sangue, al momento di andare in pensione, recuperi le giornate di assenza (andando in pensione più tardi) oppure rinunci al 2% dell’importo della pensione. “La norma deve essere cambiata” dice Andrea Tieghi, presidente regionale Avis Emilia Romagna, che fa anche autocritica: “Le federazioni non hanno fatto attività di lobbying”.

Avis però punta anche il dito contro chi scrive le leggi che non tiene conto di leggi precedenti. Il riferimento è alla legge 219 del 2005 che disciplina le attività trasfusionali. “In quella legge si dice che il donatore ha tutti gli oneri salvaguardati, anche quelli di natura previdenziale”. L’Avis è comunque fiduciosa poichè alcuni parlamentari “amici” hanno presentato, per mettere a posto la faccenda, un emendamento, poi approvato, in commissione Affari costituzionali in Senato che ora dovrà andare in commissione Bilancio.

 

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