Bologna 18 mar. – ” L’abbattimento da parte di un uomo di Dio è sempre in funzione della successiva piantumazione”. Monsignor Giovanni Silvagni, vicario generale della Curia di Bologna, prende parola in merito alla vicenda di don Disbosco, il prete di Monzuno dalla motosega facile. In realtà don Silvagni avrebbe preferito che la sua mail, spedita in privato a Paolo Pasquino del sito Vivere Monzuno, non venisse divulgata. Invece così non è stato. Raggiunto telefonicamente, il portavoce della Curia preferisce non aggiungere altro a quanto scritto, “per non alimentare la polemica”.
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Nella sua missiva, monsignor Silvagni bolla come “sconsiderati” gli abbattimenti di alberi effettuati da don Lorenzo e si impegna perché non accadano più. Inoltre, il Vicario generale della Chiesa bolognese cita, scherzosamente, il profeta Geremia, mandato a Gerusalemme “per distruggere e abbattere, per edificare e piantare”. Secondo il religioso, quindi, sia metaforicamente che letteralmente, “l’abbattimento da parte di un uomo di Dio è sempre in funzione della successiva piantumazione. Ho fiducia- aggiunge mons. Silvagni- che sarà così e che la situazione finale risulti migliore della precedente”.
Nella sua lettera, don Silvagni invita anche “a non esasperare gli episodi accaduti, e a non infierire con attacchi personali: abbiamo tutti i nostri limiti e possiamo anche sbagliare; ma il diritto al rispetto e alla buona fama non si nega neanche ai delinquenti”. Il vicario generale reputa eccessivo l’appellativo di don Disbosco “appioppato” a don Lorenzo: appellativi tali, spiega don Silvagni, “sono abbattimenti morali che nessuno potrà sanzionare, ma più difficili da rimediare”.
“Spero che tutto si aggiusti con il buon senso- conclude monsignor Silvagni- e con la primavera ritorni anche la serenità”.


