Don Ciotti: “In troppi hanno depenalizzato nella loro coscienza il reato”

“In questo paese c’è una crisi non solo economica ma culturale: la legalità viene derisa, si sta creando una ‘legalità sostenibile‘, con una continua mediazione tra ciò che è lecito e illecito, a proprio uso e consumo. Sono troppe le persone che hanno depenalizzato nella loro coscienza il reato.”

Don Ciotti a Casalecchio, dal palco di “Politicamente Scorretto”, rilancia con forza l’appello di Libera: “Non vendete i beni confiscati alle mafie, utilizzateli per formare la coscienza civile del Paese”. E a proposito delle “grandi opere afferma: “Il ponte sullo stretto non unisce due coste ma due cosche“. Ciotti propone di posticipare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, per dedicare quelle risorse ad altre opere: “Non ci sono soldi? E allora perché non destinarli ad altre priorità? Servono asili, scuole, ferrovie, strutture che diano il senso della comunità, perché “quella meravigliosa gente del sud non deve girare il mondo per lavorare ma deve stare là”.

Infine si rivolge a Berlusconi e alle recenti esternazioni sulla mafia: “Ci sono parole – ha spiegato il sacerdote – che offendono, dividono e creano tensione. Altre che ci aiutano a riflettere, uniscono, fanno fare scelte positive. Ci vuole rispetto. E bisogna distinguere”. Infine Don Ciotti stigmatizza le recenti azioni di Governo: “Ci sono brutti segnali, lo scudo bucato” , il mancato commissariamento del Comune di Fondi, nonostante due richieste al governo del ministro Maroni, le intercettazioni. Sono segnali che le maglie si allargano. Bisogna fermarsi e riflettere, ci vuole coerenza tra il dire e il fare“.

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