30 ago. – E’ riuscito lo sciopero di quattro ore dei lavoratori della Dometic Italia. Lo comunicano i sindacati, che a partire dalle 7 del mattino hanno organizzato un picchetto di fronte agli uffici di Unindustria a Forlì in risposta alle dichiarazioni del presidente degli industriali locali, Giovanni Torri, che qualche giorno ha dichiarato che “nel libero mercato un’azienda può andare dove le pare e quando le pare, di giorno e di notte”.
Gli uffici, a causa del presidio, sono rimasti chiusi. Sulla porta sono stati attaccati cartelli e striscioni. Uno per ricordare l’articolo 41 della Costituzione, che garantisce la libertà dell’iniziativa economica privata, che però “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale“; l’altro per invitare il presidente di Unindustria ad andarsene in Cina. Alle 9,30 – si legge in un comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil – il direttore di Unindustria Massimo Balzani e il vice direttore Enzo Poggi hanno incontrato una delegazione sindacale composta anche da tre lavoratori della Dometic e, al termine dell’incontro, è stato sottoscritto un verbale che impegna tutte le parti ad un ruolo attivo, a partire dall’incontro del 5 settembre prossimo, al fine di raggiungere un accordo. Alle 10,30, anche sulla base degli impegni sottoscritti nel verbale letto dai lavoratori in Corso Garibaldi (dove nel frattempo erano giunti anche i manifestanti che presidiavano gli uffici di via Punta di Ferro), il presidio è stato sciolto”.
I sindacati hanno convocato per lunedì prossimo 2 settembre, primo giorno di rientro dalle ferie per tutto il personale, un’assemblea per mettere a punto con i lavoratori una nuova proposta da avanzare all’incontro del 5 settembre per cercare di raggiungere un accordo che salvaguardi l’occupazione e le produzioni a Forlì. Resta invece il presidio permanente davanti allo stabilimento dell’azienda in Via Virgilio.

