Sabato a Roma il “No Berlusconi Day”

Il raduno è previsto per le 14 in piazza della Repubblica a Roma. Da lì partirà il corteo, questa volta nato davvero dal “basso”, senza la lunga mano dei partiti che domani saranno costretti a vedere e non parlare. E’ il “No B Day”, la manifestazione nazionale nata dal web – grazie a Facebook e i blog – che sabato chiederà, con uno striscione in testa al corteo, le dimissioni del premier.

IL PERCORSO. Da piazza della Repubblica il corteo passerà per via delle Terme, di Diocleziano, Via Giovanni Amendola, Via Cavour, piazza Esquilino, via Liberiana, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto. Il corteo terminerà in Piazza San Giovanni: lì è stato allestito un palco da dove interverrano i promotori della manifestazione, artisti, giuristi, scienziati e rappresentanti della società civile. Le cifre parlano di 700 pullman in arrivo, 4 treni e una nave partita dalla Sardegna.

Partiranno pullman anche da Bologna. Tutte le informazioni si trovano sulla pagina facebook del gruppo.

Città del Capo – Radio Metropolitana e Popolare Network seguiranno il corteo dalle 14:00 alle 14:30 e dalle 16:30 alle 18:30.



QUESTO E’ ILTESTO DELL’APPELLO DEI PROMOTORI,

DAL SITO http://www.noberlusconiday.org/

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

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