10 ago. – Per il restyling di Piazza Minghetti e Piazza del Francia sono stati sacrificati i pruni davanti al palazzo delle poste e la magnolia. Restano i ginkgo biloba e il platano. Ne dà notizia Repubblica che intervista l’architetto Glauco Gresleri che sta curando l’intervento. Ad essere privilegiata è la lettura della piazza come spazio vuoto, dominato dalle facciate dei palazzi, da qui la scelta di abbattere gli alberi.
L’assessore al traffico Andrea Colombo ha risposto alle critiche arrivategli via facebook ricordando che il progetto è stato avviato dal Commissario Cancellieri anche se le scelte di fondo “sono condivisibili”.
Diametralmente opposto il parere dei Verdi che in un comunicato del presidente Filippo Bortolini bollano come “di vecchia concezione” il progetto di restyling della piazza. “Oggi nel mondo – scrive Bortolini – si realizzano nuovi spazi urbani che mettono al centro dell’interesse non tanto i ‘vuoti’ o le prospettive dei semplici edifici, ma l’ambiente nel suo complesso”. E’ per questo che i Verdi, che non fanno dell’abbattimento degli alberi una questione di principio, giudicano comunque “sbagliata o perlomeno affrettata” la scelta di togliere gli otto pruni e la magnolia. A sostegno della loro critica, i Verdi citano Barcellona: “Basta guardarsi intorno per vedere che in tutto il mondo si stanno affermando proposte architettoniche che prevedono vere e proprie riforestazioni urbane, come è avvenuto negli antichi e stretti vicoli del ‘Barrio Gotico’ di Barcellona”.
I lavori, finanziati da Fondazione Carisbo e Banca di Bologna dovrebbero chiudersi entro l’anno.
Nella foto, sullo sfondo la magnolia fiorita e i pruni che sono stati tagliati.


3 commenti
Amo gli alberi più di ogni altra cosa per il semplice fatto che accettano la loro condizione di vita con solenne rassegnazione. (Willa Cather)
Peccato privilegiare delle semplici e statiche strutture architettoniche al movimento continuo di colori e forme che assumono gli alberi con il passare del tempo. E poi ossigeno e ossigeno hanno bisogno le città e non spazio vuoto alla De Chirico!
Direi…. perfettamente in linea con tutto quello che accade in questa città. L’arroganza del potere non conosce limite