10 apr. Per capire come mai a Bologna ci saranno almeno 14 (quattordici) candidati a sindaco, basta andare a vedere cosa prevede la legge ( n.26 del 25/3/09 che aggiorna quella sull’elezione diretta dei sindaci del 1993).
Si scopre che correre per Palazzo d’Accursio è veramente semplice: bastano 350 firme, da depositare tra il 7 e l’8 maggio prossimi, ed è fatta.
“La dichiarazione di presentazione delle liste dei andidati al consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di Sindaco per ogni comune, deve essere sottoscritta – si legge – da non meno di 350 e da no più di 700 elettori, nei comuni con popolazione compresa tra 100.001 e 500.00 abitanti“.
Insieme alle firme vanno inoltre depositate anche il programma amministrativo ed il bilancio preventivo di spesa. L’elenco delle prescirizioni si allunga con la lista dei candidati in consiglio (46 nomi al massimo) e con il deposito del simbolo elettorale.
Richieste assolutamente praticabili da chiunque, e così a Bologna quei chiunque saranno (per ora) quattordici: Bruno Barbieri (Codacons), Alfredo Cazzola (civico sostenuto da Pdl e Lega Nord), Flavio Delbono (Pd), Giovanni Favia (lista Beppe Grillo), Giorgio Guazzaloca (civico appoggiato Udc), Michele Laganà (civico), Beppe Maniglia (BM sindaco), Massimiliano Mazzanti (Destra per Bologna – Fiamma), Valerio Monteventi (Bologna Città Libera), Stefano Morselli (Destra federale), Gianfranco Pasquino (Cittadini per Bologna), Don Giulio Tam (Forza nuova), Michele Terra (Pcl) e, unica donna, Giuseppina Tedde (civica di “Donne altra città”).
Nel 2004 gli aspiranti sindaci erano 9: Sergio Cofferati e Giorgio Guazzaloca a parte, nessuno scavalcò il muro dello zero virgola.

