7 apr. – Escono quasi tutte d’un fiato queste parole a Mirko Divani, l’amico dell’ex sindaco Flavio Delbono e installatore di computer il cui nome è diventato famoso, nei mesi scorsi, per il suo coinvolgimento nel Cinzia-gate: suo era, infatti, il bancomat di Farbanca che Delbono “passò” a Cinzia Cracchi e che la donna utilizzò per quattro anni per spese personali. Divani parla alla luce della novità di oggi, ovvero che la Procura di Bologna, chiuso il primo filone dei viaggi a spese della Regione Emilia-Romagna e delle pressioni su Cinzia, si è ora concentrato sul bancomat e sugli appalti Cup e ha iscritto sul registro degli indagati Delbono e Divani con l’accusa di corruzione.”Voglio dire solo che sono esterrefatto. Ho appreso dal giornale di essere indagato e sono amareggiato, rattristato e incredulo: in questo paese viviamo leggendo quello che ci succede sui giornali e a questo punto io, che sono sempre stato garantista, forse finirò per dare ragione a Berlusconi“. E sull’intento del pm Morena Plazzi di vederci chiaro sul denaro che, negli ultimi cinque anni, è transitato sul conto di cui si serviva Cracchi, Divani ha detto di essersi sempre “comportato in maniera integerrima. In questi mesi, poi, ho sempre scelto di non parlare con la stampa per rispetto del ruolo dei magistrati. Non conosco le ragioni dell’accusa – ha continuato – e non sapevo di trovarmi in questa situazione”.
