6 ott. – Il territorio dell’Emilia Romagna è «ad alta vulnerabilità idrogeologica». Lo spiega Demetrio Egidi, responsabile regionale della Protezione civile. Delle 35 mila frane censite nell’arco appeninico da Piacenza a Rimini, sono un migliaio quelle da sorvegliare in termini di dissesto potenziale e, fra queste, 300 sono «a rischio», perché interessano centri abitati e infrastrutture. Il problema non sono i fondi per effettuare gli interventi di prevenzione, secondo Egidi, ma è necessaria «una maggiore correlazione con le amministrazioni locali per la sistemazione della rete fognaria», spesso progettata anche 30 anni fa, quando i fenomeni piovosi erano «3-4 volte inferiori a quelli degli ultimi 10 anni».
06/10/2009

