Questa mattina si è ricordato il quarto anniversario del disastro ferroviario di Crevalcore, in cui morirono 17 persone. C’è stata una messa in suffragio nella chiesa di San Silvestro a Crevalcore e una deposizione di fiori al cippo del parco 7 Gennaio 2005 alla Bolognina. Per il Comune era presente l’assessore Libero Mancuso, a fare le veci del sindaco Cofferati.
Quel giorno ci fu uno scontro frontale fra un treno merci e un interregionale che viaggiava sulla linea Bologna-Verona. La sentenza del tribunale è attesa per il prossimo febbraio. Gli imputati, dirigenti di Rfi ( Rete Ferroviaria Italiana) dovranno rispondere di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Hanno chiesto il rito abbreviato. Nell’udienza preliminare, il gip di Bologna Andrea Scarpa ha interrogato per quattro ore l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, che all’epoca dei fatti era amministratore di Rfi. Tra gli imputati ci sono anche Michele Mario Elia, ex direttore tecnico Rfi, Giancarlo Paganelli, dirigente di movimento, e sette dirigenti locali.
Il vice presidente della provincia, Giacomo Venturi, durante la commemorazione ha insistito sull’importanza di realizzare il Servizio ferroviario metropolitano e di lavorare per riequilibrare sforzi e finanziamenti oggi tutti puntati sull’Alta velocità piuttosto che sul servizio locale. Renato Golini, dell’associazione Utenti linea ferroviaria Bologna-Verona, sottolinea come dopo il disastro si sia accelerato il processo di raddoppio dei binari su quella linea, ma i tempi di percorrenza sono rimasti invariati.
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