Disabili gravi. Non pagano per protesta, rischiano il pignoramento

19 mag. Tra poco potrebbero ritrovarsi alla porta gli ufficiali giudiziari incaricati di “effettuare i pignoramenti in casa dei disabili gravi”. E’ questa la situazione in cui si ritrovano alcune famiglia di residenti nel comune di Bologna e nei comuni delle “terre d’acqua” (S. Giovanni in Persiceto, Anzola, Sala Bolognese, S.Agata Bolognese, Calderara, Crevalcore).

Per protesta hanno deciso infatti di non pagare una parte delle spese per l’assistenza dei loro parenti disabili gravi e così si sono visti recapitare a casa le cartelle esattoriali. Ora rischiano il pignoramento.

E’ il Codacons a denunciare l’accaduto e lancia una petizione per chiedere di bloccare i pignoramenti.

Tutto nasce dalla richiesta alle famiglie di contribuire a coprire i costi di alcuni servizi dei centri diurni. Secondo il Codacons, però, gli enti locali non possono pretendere questi soldi ed una pronuncia del Tar della Lombardia definisce “illegittimi i regolamenti comunuali che prevedano contribuzioni analoghe a quelle pretese dal Comune di Bologna e dai Comuni delle Terre d’acqua”.

Il Comune, secondo il Codacons, “pretende otto euro al giorno come compartecipazione alle spese di vitto e trasporto per i centri diurni, assorbendo buona parte della pensione di invalidità e di accompagnamento del disabile”.

“Ci sono servizi essenziali e quelli sono gratuiti – puntualizza il vice sindaco Giuseppe Paruolo-. A quelli accessori viene chiesto un piccolo contributo alle famiglie. E’ una scelta fatta per far quadrare i bilanci“.

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