14 apr. – Dopo il test di cultura generale effettuato dal Corriere di Bologna arrivano gli “esami di riparazione”, sotto forma di diritto di replica dei candidati presi in esame.
Virginio Merola è quello che appare più preparato, unica sbavatura la Liberazione di Bologna collocata il 25 aprile e non il 21. Ma il candidato Pd non ci sta: “so benissimo che a Bologna fu il 21 ma quando mi chiedono la data ufficiale io intendo quella nazionale: il 25 aprile”. Ai nostri microfoni afferma di non sentirsi il primo della classe, non è questo il modo per giudicare i candidati, e verso i suoi avversari “tutti coalizzati contro Merola” è generoso: “do il sei politico a tutti“.
Ascolta Merola Virginio Merola
Massimo Bugani, candidato del movimento 5 stelle, è quello che invece esce peggio dall’articolo del Corriere: sul suo conto ci sono gli errori sulla data della Liberazione (23 aprile ’45), il costo del pane (10 euro al Kg) e lo scivolone sul Civis, cavallo di battaglia dei Grillini (“passa da via Indipendenza”).
Bugani ai nostri microfoni non ci sta e replica piuttosto irritato: “mi hanno voluto far fare le figura del fesso” e accusa i giornalisti del Corriere per lo stile da “Iene”, sempre a caccia dell’errore a tutti i costi. Sul Civis afferma di essersi corretto fuori microfono, ma che non ne hanno tenuto conto.”
Il candidato 5 stelle, giudica poco professionale l’articolo e rivendica le idee del suo movimento, ma nella foga, ai nostri microfoni scivola ancora su Dossetti: ” A me di sapere chi era Dossetti, con tutto il rispetto per la carica e il ruolo che ha avuto a Bologna, non mi interessa niente e non mi deve interessare ai fini di gestire bene la città..”
Ascolta Bugani: bugani_sito
Manes Bernardini non ci ha risposto. Al nostro invito a commentare, ed eventualmente replicare, a quanto scritto sul Corriere dall’ufficio stampa del candidato leghista è arrivato un secco “no grazie, non ci interessa” . Bernardini era rovinosamente scivolato sulla data della Liberazione che il padano ha collocato “nell’ottobre 1945”, facendo proseguire guerra e occupazione nazista di circa sei mesi oltre il dovuto…
Anche Stefano Aldrovandi ha declinato l’invito, affermando di “non avere tempo”. Il candidato era stato molto vago su tanti argomenti, dalla Liberazione (“in aprile..”), poi non sapeva il costo del pane e che i volumi in biblioteca non si pagano. Per Aldrovandi si paga tutto anche le materne prima dei tagli di bilancio (400 euro..). Per buona sorte dei bolognesi fin ad ora erano gratis…

