8 nov. – Dalla direzione del Pd in cui dovevano uscire i nomi sulle candidature alle Primarie è arrivata una certezza: non ci sarà il candidato unico. Alla partecipazione già annunciata di Virginio Merola, si è aggiunta quella di Andrea De Maria.
Il presidente del consiglio provinciale (ed ex assessore all’urbanistica nella giunta Cofferati) Merola durante il suo intervento ha citato Vendola, ha ripetuto più volte la parola sinistra e ha cantato persino una parte dell’inno dell’internazionale socialista. Il suo è stato un discorso quasi programmatico: città metropolitana, nuovo welfare, basta cementificazione e consumo del territorio, difesa dei servizi pubblici e dell’acqua.
Non si è fatta attendere la risposta dell’ex segretario Andrea De Maria che ha mostrato le sue credenziali: due mandati come sindaco di Marzabotto. De Maria ha detto che parlerà del futuro di Bologna e non contro gli sfidanti e si è detto disposto a candidarsi sia se il Pd deciderà di puntare su un candidato unitario sia nel caso di altre candidature nel partito. Linee centrali del suo intervento sono state l’ecologia come motore di sviluppo e un patto tra imprese e lavoratori contro la rendita immobiliare. L’ex segretario ha anche lanciato una stoccata al suo partito dicendo che “Un partito che si vergogna dei propri dirigenti non sarebbe capito dagli elettori”.
Infine a tarda notte è intervenuta anche la deputata Pd Donata Lenzi ufficializzando una sua disponibilità alla candidatura. Dalla Lenzi anche un accenno polemico all’accentramento dell’attenzione del partito sulla disfida Merola- De Maria: “cercherò i voti all’esterno” ha detto la deputata.
Adesso che è ormai palese una contesa tutta interna al Pd si chiudono degli spazi per Andrea Segrè , la cui candidatura è stata fortemente sostenuta dal segretario Raffaele Donini. Il professore di agraria ha annunciato un suo intervento per la mattinata di martedì.

