19 nov. – “Preferisco che i ragazzi evadano piuttosto che si impicchino“. E’ culminato con questa provocazione l’intervento in commissione comunale della direttrice del carcere minorile del Pratello Paola Ziccone. Il riferimento è alla notizia del suicidio, ieri, di un ragazzo a Firenze. La direttrice ha paragonato questo caso con l’evasione estiva dall’istituto bolognese di un ghanese e uno slavo. “Sono dispiaciuta per quella fuga – ha detto ancora Ziccone – ma almeno al Pratello non ci sono mai stati suicidi”.
Per gli attuali 24 detenuti al Pratello – ha detto Desi Bruno, garante per i diritti dei detenuti del Comune – le condizioni sono migliorate da quando sono stati trasferiti nell’area nuova a febbraio 2009. Ma i lavori ancora in corso ostacolano, ad esempio, i laboratori dei ragazzi. Poi c’è il problema del medico, presente solo per tre ore al giorno, e l’assenza di mediatori culturali, in una struttura che rinchiude ragazzi di tutte le culture.
Ma la carenza maggiore è quella di agenti di polizia penitenziaria. Il nuovo carcere, infatti, è utilizzato solo in un piano sui due disponibili. “Non ho agenti per tenerlo in funzione”, ha detto la direttrice, che ha ricordato come la settimana scorsa due ragazzi abbiano dovuto dormire in terra per una notte.

