13 nov. – Erano una quarantina stamane davanti alla sede dell’azienda in viale della Fiera a Bologna per dire no alla chiusura del reparto Ponti mobili della sede Rai emiliana. Questo settore, che garantisce i collegamenti radiotelevisivi durante le trasmissioni (soprattutto quelle sportive, ma anche, ad esempio il prossimo Zecchino d’Oro), ha visto qualche mese fa il licennziamento in tronco di sei tecnici su undici per motivi disciplinari. Poi, il 5 ottobre, l’azienda pubblica ha avvisato i lavoratori di voler chiudere del tutto i ponti mobili a Bologna, trasferendo i cinque tecnici rimasti in altri reparti.
Per i lavoratori (120 tecnici e impiegati, 35 giornalisti) questo sarebbe solo un altro passo verso l’esternalizzazione da parte della Rai, che affiderebbe i collegamenti televisivi a ditte esterne. Un’altra eccellenza qualitativa dismessa, a parere dei manifestanti, in nome del taglio dei costi.
Intanto oggi ci saranno otto ore di sciopero e possibilità di telegiornali trasmessi solo in forma ridotta. I giornalisti della sede, pur non partecipando allo sciopero, hanno comunque espresso la loro solidarietà.

