Commesso risultava al lavoro in Procura ma era in piscina

26 lugl. – Un commesso della Procura di Bologna lasciava senza autorizzazione il posto di lavoro per andarsene a nuotare in piscina. Ha 47 anni il protagonista di questa storia; il pm Lorenzo Gestri lo accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, aveva chiesto per lui gli arresti domiciliari ma il gip Gabriella Catore ha deciso per lui l’obbligo di firma. L’indagine è partita il 23 marzo, il giorno prima l’impiegato non risultava al suo posto ma secondo l’orologio marcatempo era in Procura. Dopo aver visionato le telecamere di sicurezza e verificato che quella non era la prima volta è scattato il pedinamento.
Gli agenti l’hanno visto lasciare il posto di lavoro, andare a casa per prendere un borsone e poi recarsi al centro sportivo Record di via Pilastro. Le indagini della Procura infine hanno riscontrato 6 assenze non registrate, sempre di lunedì e mercoledì e sempre di primo pomeriggio. Davanti al giudice l’uomo ha ammesso anche qualche altra uscita non autorizzata.
Si è giustificato spiegando che stava seguendo una cura prescritta dal medico e aveva finito i permessi.

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