24 gen. – Da una parte l’attesa di un grande evento, dall’altra le contestazioni. La presenza di Giorgio Napolitano, a Bologna lunedì 30 gennaio per ritirare la laurea ad honorem in relazioni internazionali, è “un’occasione di fare bella figura” secondo il Rettore dell’Università Ivano Dionigi che spera che “la città sia all’altezza del Capo dello Stato. La cerimonia sarà alle 11 nell’aula Magna di Santa Lucia.
In vista delle proteste annunciate Dionigi lancia un appello ai manifestanti: “Il Presidente è stato l’unico interlocutore riconosciuto ed accettato dai giovani, capace di parlare con loro” e “si è speso in maniera fattiva per e determinante perché venissero garantiti i fondi sull’università, la formazione e la ricerca”.
I contestatori però non hanno intenzione di fare un passo indietro e rispondono che se anche Napolitano ha ascoltato le proteste degli studenti, “non ne ha tratto le giuste conseguenze”, perché la riforma Gelmini non è stata ritirata e Napolitano l’ha firmata. Secondo gli attivisti dei collettivi “la città sarà all’altezza del Presidente della Repubblica perché ancora una volta porterà in piazza le lotte contro l’austerity“.
La protesta, intanto, si sdoppia: oltre agli attivisti di OccupyUnibo, lanciano un appello anche Tpo e Sadir. “Il paese fuori dall’aula di Santa Lucia è reale. Le corone d’alloro in testa non cambieranno le nostre vite, non ci toglieranno dalla precarietà cui siamo costretti”, scrivono gli ex draghi ribelli che lanciano il loro appuntamento alle 9 all’angolo tra via Cartolerie e via Castiglione, a pochi metri dall’aula magna di Santa Lucia.

